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Grazie Michael…

A nome dell’associazione “Per un mondo migliore” vogliamo esprimere tutta la nostra gratitudine a Michael (Steve) per la sua vita di servizio dedicata al prossimo. In tanti sono stati rallegrati dal suo “Tony and friends show”, dalle sue canzoni, dai servizi di clownterapia e da amichevoli chiacchierate.

Dopo una breve ma intensa lotta con un tumore, Michael è tornato alla casa del Padre il 4 luglio 2020, quattro giorni prima del suo 67esimo compleanno.

Le nostre più sentite condoglianze alla sua famiglia.

Grazie Michael per il tuo contributo nel rendere questo mondo un posto migliore.

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Qualche giorno fa siamo tornati a Karlovac e Vojnić dopo una lunga pausa causata dalla quarantena per coronavirus. Siamo subito andati da nonna Anka, felicissima di rivederci…

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Alcune nostre foto ben in vista sopra il telefono e…

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… il calendario dei vigili del fuoco che le è stato donato durante la visita di febbraio.

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Nonna Anka seleziona la lipa (tiglio)…

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… che poi mette ad asciugare sul letto in casa.

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Da Barbara, Srećko e bimbi…

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… con il loro adorabile gattino.

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Un meraviglioso (e buonissimo) dolce a casa di Marija e Josip…

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… e pranzetto in compagnia a casa di Petar, Maja e famiglia.

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Torneremo presto in zona per proseguire con le visite e con la distribuizione degli aiuti umanitari.

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Con un po’ di ritardo, eccovi qui, in stile “gruppo WhatsApp, qualche riflessione dal nostro ultimo viaggio a Bihać e Velika Kladuša (in Bosnia) di fine febbraio. Sembra siano passati secoli… 

Tiziana: com’è il vostro ritorno alla vita di tutti i giorni dopo Bihać? Vi abbraccio.

Anna: come ogni volta che torno da lì! Un misto di sensazioni e sentire che non abbiamo fatto abbastanza, ma allo stesso tempo svuotati di tutto quello che abbiamo portato.

Noemi: Beh… diversa… diversa dentro… qualche piantino continuo a farlo e mi mancano i miei compagni di viaggio. Però mi sto attivando nel mio piccolo… anche se mi pare sia solo una goccia che evapora prima di arrivare al mare.

Carla: vi ho pensato molto, siete stati grandi come sempre.

Anna: grazie! Abbiamo sentito il vostro supporto, credimi.

Anna (di Torino) : siete grandi!

Stefania: siete speciali. Grazie per la condivisione.

Serena: direi ancora frastornati… con gli occhi pieni di altri occhi disperati. Con un profondo senso di vergogna per questa umanità… non c’è fine al peggio! Però contemporaneamente grati per aver avuto il privilegio di essere lì a vedere e a fare la nostra piccola “parte” per cambiare un pezzetto di mondo.

Tiziana: grazie per la condivisione. Io mi sento molto in difetto per non riuscire qui a fare quello che lì, tutti insieme, fuori dal nostro perbenismo, ci viene normale. Grazie infinite di tutto a voi. Imparerò… ogni giorno qualcosa in più. Baci.

Angela: grazie veramente di cuore per la condivisione. Vi sono vicina. Ed anch’io come Tiziana imparo ogni giorno qualcosa in più grazie anche a voi. Siete grandi.

Fabio: un po’ di disagio per tutto quello che ho e a loro manca, un po’ arrabbiato per tutte le cose che ci raccontano come vogliono o non ci raccontano per niente. Sicuramente felice di far parte di quelle persone che fanno qualcosa, piccole cose forse, ma sempre il doppio di niente.

Carlo: passata l’eccitazione del momento ci si ritrova in una realtà che difficilmente riesce a comprendere cosa sta realmente succedendo… troppo occupata a difendere il proprio “misero” benessere personale. Ho trovato interesse, comprensione e condivisione in chi già era sensibile al problema delle migrazioni, ma chiusura e perplessità in chi invece si rifiuta di pensare che questa situazione, peraltro provocata dai governi eletti da noi, sia disumana e insostenibile. Basta anestetizzare la coscienza con un po’ di elemosina e con qualche preghierina in una bella chiesa riscaldata.

Un forte senso di rabbia verso questa indifferenza e di tristezza per questa nostra impotenza. Si dice che la gioia è la felicità non sono piene se non sono condivise… Ma vale anche per la pena e la tristezza. I latini dicevano “homo homini lupus” e mai come in questo viaggio me ne sono reso conto, fatta eccezione per tutti gli angeli che abbiamo incontrato, dalla popolazione che si sostituisce alle autorità per dare un po’ di cibo, alla massa di volontari spesso giovani che donano il loro tempo ed il loro cuore a chi spesso è invisibile e sofferente. Ultima considerazione: noi in tre ore siamo arrivati dove chi scappa da guerra e fame impiega mesi o anni… Non è possibile e me ne vergogno umanamente.

Marina: totalmente d’accordo! Io personalmente mi sono anche sentita bambina, completamente disarmata di fronte all’ingiustizia e istintivamente non in grado di capire, comprendere e accettare le regole di confini, stati, documenti.

Mi continuo a chiedere PERCHÉ, che senso ha tutta questa sofferenza umana. Ora sento il bisogno di capire quanto non conosco.

Non sapevo ad esempio che in Afghanistan esiste una minoranza mongola, gli Azari che, prima delle persecuzioni pashtun di fine 1800, era la maggiore etnia del paese. Sono discendenti di Gengis Khan che hanno pagato a caro prezzo la presenza dei talebani a causa di una pulizia etnica. Negli occhi e nel cuore porterò sempre lo sguardo speciale di quel bimbo, mongolo d’aspetto, che mi interroga e mi chiede PERCHÉ non puoi portarlo in salvo con la sua famiglia, perché non può vivere libero, anziché rinchiuso in un campo, perché sono qui in questa situazione che uccide i miei sogni, perché non posso avere un futuro, io vorrei solo diventare un dottore.

Le notizie che arrivano dalla Grecia sono sempre più drammatiche, l’Europa non ha più scuse, ma si sentono sempre più forti echi di nazionalismi e il razzismo dilaga. Assurdo, ma dilaga anche tra profughi, un’umanità che odia il proprio fratello. Dove sta il messaggio evangelico? Dove sta l’umanità? Sta nella presenza delle volontarie dell’Ipsia che abbiamo conosciuto, nei loro sguardi dolci, feriti, talvolta impotenti, ma fermi.

Secondo me è venuto il momento di dire chiaramente, anche a noi stessi, da che parte vogliamo stare, non possiamo più ignorare la realtà.

Monica: Come sempre avete tutta la mia ammirazione e… non solo! Sembra assurdo che esistano queste situazioni, non ho tante parole… per fortuna possono incontrarvi. Un mega abbraccio.

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Rose rosse su sfondo grigio a buchi, ricordo di guerra ancora presente a Bihać, in Bosnia. 

Eppure questi fiori risaltano ancora di più e ci ricordano che in questi giorni difficili, il bene ha ancora più valore e forse questa Pasqua 2020 ha delle lezioni preziose da insegnare a tutti noi perchè “siamo sulla stessa barca”.

Quindi, vi auguriamo che questa sia davvero una Pasqua di rinascita, con tante rose rosse che sbocciano nei posti più impensabili.

Con affetto,

Anna e i volontari di Per un mondo migliore

Carissimi tutti,

è un pò che non postiamo notizie sul nostro blog anche perchè le nostre attività sono state condizionate dall’emergenza COVID-19.

Qui in Croazia è tutto chiuso tranne i negozi di generi alimentari, le farmacie ed i benzinai. Da fine marzo il traffico è consentito solo all’interno del proprio territorio comunale.

Siamo ben consapevoli che le misure restrittive messe in atto in Italia son ben più ferree, stiamo seguendo gli sviluppi della situazione e vi siamo vicino.

Un grande abbraccio a tutti (virtuale per ora) nell’attesa di farlo anche al più presto di persona.

Con tanto affetto, da Home.

Nella foto: il disegno di Sofia ci fa compagnia e ci scalda il cuore…

Con tanto affetto, da Home...

Un angolo colorato

Siamo tornati alla scuola materna Kvarner, per decorare un “angolo” all’interno della scuola e torneremo per altri. E’ incredibile come solo qualche immagine colorata possa far sorridere non solo i bambini, ma anche gli insegnanti, i cuochi, il personale della pulizia e… pure noi!

Personalmente è stato il mio sesto viaggio nei campi profughi di Bihać, per alcuni il secondo e per altri il primo. Giornate intense che ci hanno spremuto il cuore e che hanno tirato fuori da ognuno di noi amore, compassione, rabbia, vergogna e solidarietà. Eravamo in 8, quindi spesso ci siamo divisi in varie attività: murales, distribuzione aiuti, spettacoli e siamo riusciti a raggiungere molteplici scopi. Ma, visto che Noemi ha curato il diario di bordo, farò parlare soprattutto lei…                                                           

Primo giorno

Macchine cariche, cuori in subbuglio, siamo pronti!  I fantastici 8 partiti: Fabio, Serena, Noemi, Marina, Carlo, Patrizia, Michael e Anna.

                                                     

Secondo giorno

Impostazione murales al campo “Bira”, dove abbiamo già fatto altri murales . Anche questa volta abbiamo collaborato con i volontari dell’IPSIA e, visto che il loro mitico “Social Caffè” è stato nuovamente spostato, l’idea era di abbellire i muri di fronte e creare un’atmosfera più gioiosa.

Inizio del secondo murales, presso la clinica pediatrica. Oggi hanno sospeso le visite per darci la possibilità di iniziare a dare vita a questi muri e domani si finisce l’opera.

 

Pomeriggio al Campo profughi Borići.  Spettacolo del nostro mitico Michael con il suo amico Tony, balli e giochi!

Questo campo ospita famiglie con bambini. Arrivano a piedi… da Iran, Iraq, Pakistan e da “quei paesi lì” come si usa dire in Italia… partono con i bambini piccoli per mesi, a volte anni prima di arrivare…
A PIEDI! Giorno e notte!  Arrivi e ti abbracciano, ti danno tutto l’amore di cui sono pieni. Oggi ho abbracciato una bambina che sembrava molto triste… le ho chiesto nell’orecchio mentre mi stringeva forte “Are you ok?” e lei ha iniziato a piangere. Abbiamo pianto tutte e due… Poi finito lo spettacolo ho giocato un po’ a calcio con dei ragazzi ed ho scoperto poi parlando che uno era il papà di quella bambina e mi ha raccontato parte della loro storia… che il Signore possa proteggere i vostri cuori.

L’amore che abbiamo ricevuto oggi è stato come sempre più grande di quello che avevamo con noi.

                                                       

Terzo giorno   

Continuazione del murales al campo “Bira”.
Quanti racconti in quelle pennellate, tanti i momenti dove non si dipingeva più ma si parlava occhi negli occhi, cuore a cuore. Sono sguardi difficili da sostenere… quelli che ogni sera vedi prima di dormire, sguardi e racconti che non vorresti mai vedere né sentire. Ma… siamo qui per raccontare e non per dimenticare.

Oggi più di un ragazzo a cui ho chiesto se voleva pitturare mi ha risposto che era stato riempito di botte dalla polizia al confine e che non poteva muovere chi le braccia, chi le mani…

Un ragazzo, John, ci ha detto che è al “Bira” da 10 mesi ed ha provato “il game” 12 volte… E per 12 volte è stato preso, menato e buttato nei boschi senza più nulla…

Domani finiremo questo murales ma… nessuno di noi è pronto per andare via.

Ecco finiti i murales presso l’ospedale pediatrico della città.

Quando si dà vita ai muri degli ospedali che ospitano i piccoli pazienti, si dipinge sempre in un clima di speranza…

Chissà se vedendo questo trenino, bimbi, animaletti, il sole e la luna si dimenticheranno di dove sono per farsi guidare dalla fantasia… perché i bambini non hanno ancora dimenticato di come si fa.

Oggi anche un gran regalo: intervista TV inaspettata per l’associazione volontaria “Per un mondo migliore”. Grazie!

                                                     

Lo Squat

Abbiamo chiesto il permesso di poter fare foto per poter raccontare quello che sta succedendo… ed a fatica abbiamo scattato.

È imbarazzante e penoso fotografare dove dignità non ce n’è più.

Si chiama “squat”, che significa occupare una casa abbandonata (in questo caso una vecchia fabbrica ancora mezza distrutta dalla guerra). Un accampamento illegale, dove si spera nell’accoglienza in un campo o di riuscire ad passare “il game”.

Ora in cammino ci sono 30 di loro, partiti per un lungo viaggio (14-16 giorni a piedi) per provare a passare il confine.

Dentro di me si è aperta una voragine, devo essere sincera. Quando ne senti parlare è tutto così astratto, ma entrare, parlare con loro occhi negli occhi lacera l’anima…

Sono 200 uomini ammassati qua dentro in questo edificio abbandonato… non hanno acqua, bagni, cibo, vestiti, coperte.

Siamo riusciti a comprare sacchi a pelo, scarpe e calzini per un 20% di loro anche grazie ai negozianti del posto che aiutano i migranti con il cuore.

Domani proveremo a consegnare questi beni umanitari…

Il giorno dopo siamo riusciti velocemente a dare loro sacchi a pelo, scarpe e calzini… c’è l’abbiamo fatta! Ed un bellissimo arcobaleno è apparso nel cielo.

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Ecco anche qualche scatto dello spettacolo di oggi presso il Centro Culturale di Bihać per i bambini della città,  per il 760° anniversario della città di Bihać. Erano oltre 400 bimbi.

“Ridi ogni volta che puoi, è una medicina a buon mercato”

 

                                                         

Quarto giorno

Murales terminati: è stato meraviglioso dare per qualche giorno un’occupazione a questi ragazzi, immersi nel colore ed essere stati con loro per ascoltare le loro storie.

La scritta dice:

YOU ARE ALIVE: sei vivo.

HOLD ON TO YOUR DREAMS: non smettere di sognare.

TAKE CARE: stammi bene.

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E ad un certo punto, abbiamo tirato fuori chitarra, armonica e voci! La canzone sotto dice: “E’ un miracolo quello che solo un pizzico di amore può fare”. In questo campo e in qualsiasi altro luogo sulla terra!

 

                                               

Al campo “Sedra”

Sono in attesa di iniziare la mia parte dello spettacolo in un altro campo profughi  quando mi vengono fatti notare questi disegni dei bambini…

Non aggiungo nulla.

L’avvertimento di mine antiuomo.

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Alcuni scatti dello spettacolo. Alla fine, il pubblico si è scatenato in una serie di balli e canti tradizionali dei loro paesi e creato un’atmosfera che ci ha commosso tutti profondamente.

La sera, un’abbondante ma magica nevicata ci accompagna a cenare insieme ad alcune delle magnifiche volontarie dell’IPSIA, che giustamente Marina ha chiamato “angeli”

                                                         

Quinto giorno

Un’ultima visita allo squat e poi siamo partiti per Velika Kladuša, dove ci aspettava Shazahib, un ragazzo incontrato durante l’ultimo viaggio. Abbiamo anche avuto modo di parlare con parecchi ragazzi fuori dal campo “Miral” e constatare la loro situazione di estremo disagio.  Poi, via, iniziamo il viaggio di ritorno, programmando già quando torneremo e cosa racconteremo a casa…

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Nel frattempo, abbiamo anche ricevuto due bellissimi ringraziamenti:

Cara Anna, voglio ringraziarti molto per quello che avete fatto per portare un po’ di luce e felicità nella sezione pediatrica di Dom zdravlja Bihać. A te e ai tuoi amici i migliori auguri e spero di rivedervi presto.

Jasminka Ljubijankić, direttrice del Dom zdravlja di Bihać

 

Questa settimana siamo stati felici di dare nuovamente il benvenuto ai volontari dell’associazione “Per un Mondo Migliore” che hanno dipinto un murales nel campo di “Bira”, con l’aiuto degli ospiti, nonché nella clinica di Bihać. Hanno anche portato il loro  spettacolo di burattini e clown “Tony and friends” ai bambini nel campo “Borići” e nel campo “Sedra”, nonché al centro culturale di Bihać per i bambini delle scuole materne locali. Come sempre, hanno portato molto colore, sorrisi e gioia agli ospiti dei campi, ma anche alla comunità locale, con la quale sono in contatto dal 1997, anno del loro primo spettacolo di burattini a Bihać. Li ringraziamo vivamente per la loro visita e rimaniamo in attesa della prossima!

“Abbi cura di te e mantieni in vita i tuoi sogni”

IPSIA

Dopo la bella esperienza vissuta insieme durante il Family Camp 2019, Marco (che fra le altre cose è anche il comandante dei vigili del fuoco di Rovereto, TN) ha proposto ad alcuni suoi colleghi l’idea di tornare nei Balcani per una missione umanitaria. E così è stato il fine settimana scorso con l’arrivo a Home di 7 vigili del fuoco, 2 mezzi ufficiali, 700 Kg. di cibo e materiale didattico. 

Foto di gruppo, poco dopo l’arrivo del venerdì sera, con la maglietta “Per un mondo migliore” indossata sopra la divisa… (da sinistra: Marco, Giulia, Pasquale, Federico, Davide, Daniele e Alessandro).

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Federico e Figo, il sabato mattina, prima della partenza per l’entroterra.

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Alessandro e nonna Anka…

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A casa di Barbara, Srečko e famiglia.

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Un abbraccio al vitellino del vicino di nonna Anka…

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… e a casa di Siniša, Miroslava e famiglia. Qui sotto Ljubo, uno dei loro figli, in posa…

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Abbiamo poi fatto tappa alla centrale dei vigili del fuoco di Vojnić dove siamo stati accolti dal comandante Pero Šokčić…

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… per poi andare in quella di Opatija, dove ad attenderci c’era il comandante Gordan Filinić.

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Il giorno dopo, selfie alla chiesetta di San Marco, vicino a Home.

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Foto di gruppo prima della partenza e…

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… il souvenir lasciato in ricordo di una meravigliosa visita. Grazie.

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Grazie di cuore a tutti! Arrivederci a presto!

Lo scorso luglio don Davide, Camilla e un bel gruppo giovani avevano partecipato ad un nostro campo estivo. L’entusiasmo dell’esperienza ci ha poi portato a ritornare la visita e partecipare alla settimana “Duc in altum”, come vedete nella locandina sotto.

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La locandina però non parla di tutte le altre attività di quei giorni! Qui sotto, qualche foto di ben 5 incontri nelle scuole medie di Travagliato (BS). Ogni incontro è durato 2 ore, con la partecipazione di una quarantina di studenti alla volta, con cui abbiamo parlato di volontariato, di come cambiare la propria parte di mondo, di pace e di solidarietà. Abbiamo anche presentato e giocato il “Game of Hearts (il gioco del cuore)”. Cliccando sul link, potrete capire di cosa si tratta Campo invernale. 31 dicembre 2018 – 6 gennaio 2019

L’altra attività è stata la realizzazione di un murales, grazie anche al tempo clemente che ci ha permesso di lavorare all’aperto. Abbiamo ricevuto la gradita visita di don Flavio che, nel 2001, era stato il primo ad organizzare per noi in Italia un murales sulle pareti dell’oratorio del Villaggio Violino, a Brescia.

Tre incontri serali, molto partecipati, durante uno dei quali i ragazzi hanno raccontato l’esperienza del campo in Croazia. Abbiamo anche rivisto alcune volontarie Scout (sempre di Travagliato) che avevano partecipato anni fa ad altri campi in Croazia ed incontrato un gruppo di ragazzi di Darfo (BS) che verranno quest’estate.

Una mattina abbiamo fatto visita al simpaticissimo centro per disabili “Il Vomere” e improvvisato un’animazione, con canti e con la “mitica” scenetta del Buon Samaritano. Gli attori erano gli ospiti del centro e la versione che ne è uscita è stata una delle più originali che abbiamo mai fatto!

Un grazie speciale a don Davide e Camilla che hanno organizzato il tutto, a Gianni e Maria che ci hanno ospitato con tanta premura e a tutta la comunità di Travagliato che ci ha accolto con tanto entusiasmo!

Muri felici

(Scritto da Irena)

L’anno scorso siamo stati contattati dalla capo sala dell’ospedale pediatrico “Kantrida” di Rijeka, rimasta colpita da alcuni dei nostri murales, e ha voluto che dipingessimo l’intero ospedale con disegni allegri e colorati. Ha chiamato il suo progetto “muri felici”. I nostri primi due giorni di lavoro sono stati durante il campo invernale all’inizio di gennaio, quando abbiamo dipinto un intero piano. Eravamo 23 volontari più molti altri venuti da Rijeka, quindi complessivamente siamo stati circa 40 persone.

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Durante la seconda metà di gennaio sono stati dedicati al progetto altri due giorni per aggiungere colore e vita ad altri piani e parti dell’ospedale. Questa volta un gruppo di circa 30 volontari è venuto dall’isola di Krk a cui si sono aggiunti altri 20 da Rijeka. Altri due piani sono stati trasformati da un anonimo bianco ad un vivace mondo colorato di animali felici e personaggi dei cartoni animati per rallegrare i bambini durante il loro soggiorno in ospedale. Il personale e i medici sono rimasti molto soddisfatti del risultato.

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L’ultima parte di questo progetto sarà in febbraio, quando dipingeremo le parti rimanenti di questo settore dell’ospedale con un gruppo di studenti della scuola del posto. Speriamo che i “muri felici” porteranno un messaggio di conforto ed allegria ai piccoli pazienti e li incoraggeranno nella loro lotta contro la malattia.