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Archive for Mag 2017

Ecco alcuni ricordi della serata, avvenuta mentre un gruppo di noi era impegnato a realizzare il murales in via Piave.

Il volantino:

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Serena intervista Anna.

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Alcuni amici del pubblico hanno condiviso impressioni e storie sull’associazione. Ecco nella foto sotto Ferruccio (al microfono) che ci conosce dal lontano 1994, quando iniziò la collaborazione con la casa di riposo di Rovereto (TN), a cui il libro ha dedicato un capitolo.

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Marika di Brez (val di Non), ci conosce solo da 3 anni, ma aveva parecchie cose da raccontare…

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… come pure Samuele, di Cloz (val di Non) che ci ha incontrato nel giugno del 2008, in occasione del primo murales del cuore realizzato nel suo paese.

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Grazie anche a Chiara di Trento, in quei giorni di nove mesi incinta, che ha condiviso le sue esperienze in Croazia e in Bosnia, e grazie a Ivan, di Bolognano d’Arco (TN), artefice con Claudio ed altri del famoso forno a legna per la pizza.

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Betta di Cloz (TN), non potendo essere presente, ci ha mandato un bellissimo messaggio, che riportiamo sotto.

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DUE RIGHE ELISABETTA

Sono ormai nove anni fa che ci capitò in mano, quasi per caso, il depliant dell’associazione Per un mondo migliore che abbiamo conosciuto proprio in quell’estate del famoso murales al parco giochi di Cloz. Da allora la nostra amicizia è continuata e cresciuta attraverso diversi campi estivi da Rijeka a Karlovac a Sarajevo, dove abbiamo visitato luoghi lacerati dalla guerra, abbiamo incontrato volti, ascoltato testimonianze direi “eroiche” di vita, come quella di Angia che, nonostante le sue difficoltà, ci ha accolti tutti e sempre con il sorriso; o come quelle dei volontari che dedicano la loro vita e permettono tutto ciò.
Volevamo semplicemente insegnare ai ragazzi a creare un murales ed abbiamo insegnato loro ad aiutare, a regalare sorrisi, ad abbracciare, ad ascoltare, a condividere… a vivere!
La foto qui sopra rappresenta l’esperienza più numerosa e operosa che abbiamo vissuto nella costruzione nell’estate del 2010 della casetta in legno che è stata la prima pietra del nuovo centro di accoglienza dei volontari “Per un mondo migliore”.
Nessuno di noi ha vissuto questa esperienza senza ritornarne cambiato nel profondo.
Un grazie sincero da parte di tutti noi!

Elisabetta (animatrice Oratorio Cloz e Unità Pastorale – Terza Sponda) 

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Ed è arrivata la visita numero 25!

Vedi anche: Fabio, Serena (e famiglia): visita numero 24!

Fabio e Serena, visita numero 25

Da soli o in compagnia, ogni volta che venite portate una gran allegria… grazie carissimi!

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Così dice l’interessante articolo di Martina Cecco, che riporto qui sotto e che riassume benissimo l’iniziativa:

http://www.secolo-trentino.com/63441/cultura/il-cuore-dellamore-e-arrivato-a-trento-in-viale-piave/amp/.html#

Qui sotto alcune foto dei bravissimi artisti che si sono alternati a dare una mano durante i due giorni di laboratorio artistico all’aperto.

Ecco il risultato finale:

Molti sono passati a salutarci, come don Mauro (vedi foto sotto) in un certo senso l’iniziatore dei murales in Trentino, con il primo realizzato a Cloz, il suo paese natale, nel giugno del 2008…

 

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Sono passate anche Anna e Francesca, di Molina di Fumane (VR), ora studentesse/lavoratrici a Trento, che parteciparono al nostro primo campo estivo in Croazia, nel lontano 2001.

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Sempre più bello e sempre più entusiasmante questo appuntamento annuale con la corsa per la strade di Rijeka. Questa volta il gruppo era composto, in tutto, da 5 carrozzine e 10 corridori. Sole caldo, temperatura ottima e gran divertimento per tutti.

Foto sotto: Giorgio, Endrix e il passaggio auto-carrozzina aiutati da Danci.

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Ornella ha deciso di “dare una sistemata” ai capelli di Endrix…

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Brice (che ha corso la sua prima mezza maratona) e suo figlio Will, venuti dalla Germania.

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Giorgio prende un pò di sole prima del via!

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Jennie voleva saltellare così per tutta la mezza maratona… poi ci ha ripensato!

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A poco meno di un chilometro dall’arrivo…

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… e traguardo!

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Il classico finale, a piedi, di Giorgio con Endrix e Igor (un amico di Rolly, suo compagno di classe alle scuole superiori).

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Il sindaco di Rijeka Vojko Obersnel con Elisabetta.

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Kristijan, sempre entusiasta ed euforico.

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L’amico Franko Faustini (presidente del Triathlon Club di Matulji) che non ha potuto correre con noi come l’anno scorso causa infortunio, ma che ci ha seguito e fatto da supporto, con suo figlio Loris, in bici.

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Fabio ci ha donato la foto simbolo della giornata. Grazie.

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Fantastica Alexis, 18 anni ad agosto, che ha portato a termine la sua prima maratona. Complimenti, bravissima.

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Un grazie speciale alla cara Ismeta (di Rijeka) per il grande aiuto nel curare l’aspetto organizzativo e tanto altro.

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“Devi lasciare l’impero della comodità e addentrarti nella terra selvaggia del tuo intuito. Scoprirai qualcosa di meraviglioso” (Alan Alda)

La notizia di questa marcia mi era giunta lo scorso dicembre, quando era partita da Berlino il giorno dopo Natale, sfidando temperature glaciali e molte altre problematiche, ma raccogliendo anche una buona attenzione mediatica. Ho poi seguito regolarmente questo gruppo di marciatori idealisti, che mi incuriosivano e mi ricordavano un po’ delle varie marcie per la pace e i diritti civili a cui avevo partecipato anch’io da adolescente, finché mi son detta: “Ma perché non unirmi anch’io, almeno per qualche giorno?” Era marzo, si stava avvicinando il mio compleanno e sentivo la voglia di celebrarlo in un modo significativo. Soprattutto, la marcia passava dalla Croazia, per poi proseguire verso la Bosnia e la Serbia, che sono i paesi a cui ho dedicato oltre vent’anni della mia vita. Mi trovavo con Paolo a visitare famiglie e distribuire aiuti nella zona di Karlovac, non lontano da dove avrei dovuto incontrare i marciatori. Non conoscevo nessuno, ma i primi due giorni c’era Paolo a provvedere un po’ di “sicurezza”. Non nascondo che ero emozionatissima, come se avessi dovuto prendere un treno che mi portasse in una terra lontana e sconosciuta. Ma c’è voluto davvero poco ad entrare in sintonia con i componenti della marcia, giovani e meno giovani con grandi ideali in comune ed una sana dose di pazzia. Alla fine, era come essere una grande e variegata famiglia in cammino. Da Lekenik a Sisak, per poi arrivare a Sunja, un paese che porta ancora le ferite visibili della guerra degli anni novanta, ma dove siamo stati accolti con calore dalla comunità locale. Poi giù verso Hrvatska Dubica, un paesino sul confine con la Bosnia, dove il tempo sembra essersi fermato. Il sindaco ci ha accolto con enorme gentilezza e ci  ha portato a vedere il memoriale dedicato alle 83 vittime del massacro di Bacin. Il giorno dopo li ho accompagnati oltre il confine, segnato dal fiume Una, per poi dover tornare a casa, sperando di poter raggiungerli di nuovo…

… E infatti, qualche settimana dopo, sono riuscita a riunirmi alla marcia, grazie a Ferruccio, un caro amico di Rovereto (TN) che, dopo un breve allenamento, ha deciso di mettersi in gioco e raggiungere in macchina con me i marciatori, che a questo punto erano arrivati a Pozega, una città nella Serbia centrale. Il quotidiano trentino “L’Adige” ha dedicato un paio di articoli all’evento ed il primo ci è arrivato proprio durante il viaggio di andata! Anche questa volta, inserirsi nel contesto della marcia è stato molto naturale. Alcuni erano visi noti, altri nuovi. I 35 km. della prima giornata sono bastati a farci rompere il ghiaccio e, un po’, le gambe! Abbiamo avuto modo di apprezzare lo stupendo calore serbo anche a Cacak, a Samaila e infine a Kraljevo, dove Ferruccio era già stato in passato, con uno dei progetti dell’associazione Trentino con i Balcani. La televisione nazionale serba ci ha intervistato e l’ultimo saluto (per ora) ai marciatori è stato nella piazza principale di Kraljevo. E’ sempre difficile lasciarli, ma il loro cammino continua (sono appena arrivati in Grecia). La meta finale è la Siria, un traguardo non da poco. Sono onorata di aver conosciuto persone davvero speciali, che stanno portando avanti questo progetto con tanta dedizione: Anna Alboth, l’ideatrice, Jan Horzela, il braccio destro, Edgar Raoul, l’avvocato brasiliano già noto alla stampa per aver percorso in incognito la route dei migranti, Alexander Stotkiewitz, incaricato fra l’altro della cucina da campo,
Janusz Ratecki, un ottimo fotografo freelance, Isma, una stupenda ragazza francese che cammina da mesi, Anka, che cammina fin dall’inizio, Antoine Bonfils, un giornalista francese anche lui in marcia fin dall’inizio insieme al polacco Jan. E tanti altri che qui non ho lo spazio di nominare, ma che porto nel cuore. Un incontro speciale è stato con Lisa Bosia Mirra, una coraggiosa parlamentare ticinese che ha fondato Firdaus, un’associazione che si occupa da qualche anno di migranti e con cui abbiamo scambiato esperienze, sogni, lacrime e speranze.

A chi interessasse saperne di più, il sito della marcia è: www.civilmarch.org.

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