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Una grigliata speciale…

Scritto da Fausta, clown Zolletta.

Eccomi qua, per la terza volta in Croazia. Pochi istanti e ci si sente subito di tornare in famiglia, a casa… abbracci, canti, amore in azione. Ho la fortuna di conoscere Lola, l’animatrice del Dom Turnic (vedi post del 6 febbraio e 26 marzo), che dimostra professionalità e un grande cuore. Salutiamo i pazienti e Lola ci spiega lo scopo di questa giornata insieme: responsabilizzarli ridando loro fiducia e la gioia di sentirsi utili ed indipendenti nel loro agire… eh sì… perchè saranno loro a cucinare il pranzo e a servirlo, in piena autonomia. Allora pronti via! Raggiungiamo con i mezzi questa baita in montagna e facciamo gruppo. Fuori la chitarra e si canta. Giochiamo a bocce… piove… ci ripariamo sotto il portico e inventiamo tanti giochi semplici che ci fanno ridere e interagire con tutti. Sguardi, spesso assenti… ricerca di contatto fisico… io che non capisco nulla di croato seguo il consiglio di Paolo e mi sento convincente nel mio “da da” (sì, sì), “dobro” (bene) e di fronte agli sguardi perplessi che forse cercano delle risposte più esaurienti mi metto ad abbracciare tutti! Il cuore e i gesti amorevoli possono davvero far superare le barriere linguistiche, i limiti fisici e mentali? Io credo di sì… morale della favola? Giornata indimenticabile… unica pecca: ma quanto fumano questi croati?!!

Foto sotto: Fausta con Jadranka e Romeo (o meglio, Giulietta e Romeo).

Fausta, Jadranka e Romeo

Partenzaaaa!

Partenzaaaaaaa...

Giochiamo a bocce.

Gioco delle bocce

Gioco delle bocce 2

Il pranzo è servito.

La tavolata

Boris, lo “chef” della giornata, si ispira cantandoci una canzone.
Boris, il cuoco, alla chitarra

Fausta e Boris

Ancora canti…

Ancora musica...

Guardate cosa può fare un’ottantenne:

Un altro angelo…

Marianne

Marianne (57 anni), una nostra carissima collaboratrice è tornata alla casa del Padre. Da anni era impegnata in Bosnia con attività di volontariato. Da un pò di tempo soffriva di una precaria salute, alla fine, un’infarto se l’è presa. Se n’è andata senza troppi rumori, come era suo solito fare…

Siamo andati a Sarajevo per il suo funerale ed è stata un’altra meravigliosa esperienza (come quella del funerale di Attilio. Vedi post del 15 maggio).

Foto sotto: nel pomeriggio ci siamo trovati in una sala di un hotel dove Mark ha raccontato la storia della loro vita avventurosa da missionari. Anche i figli e gli amici hanno raccontato storie e anedotti in ricordo di Marianne.

Il memoriale

Foto ricordo e fiori in un angolo della sala…

Il memoriale 2

Una figlia, che non ha potuto raggiungere la Bosnia in tempo, ha fatto pervenire questa bellissima lettera che è stata letta da una delle sorelle:

Mamma, ti voglio bene!
Non penso sia possibile apprezzare fino in fondo una mamma fino a quando non ne diventi una… e io adesso ho solo due bimbi. Tu te la sei cavata benissimo con sette! Ci hai cresciuto ed educato, insegnato ad amare Gesù e gli altri, oltre che a tutte le altre cose che le mamme fanno… Ci hai insegnato a confidare nel Signore per ogni cosa…Non penso di aver capito bene, da piccola, tutto quello che ti costava quanto ti chiedevo di avere un altro fratellino o sorellina per poi saltare dalla gioia quando scoprivo che eri in dolce attesa…
Mi mancherai! Mi mancherà il tuo amore per Gesù, il suo senso dell’umorismo così gentile, il tuo curarsi dei bisogni degli altri, facendomi sempre sapere che stavi pregando per me e per i miei figli e consigliandomi su come meglio allevarli.
Ricordo, una volta, quando hai avuto problemi di cuore, mi dissi: “Sono grata per questa afflizione perchè mi da la possibilità di passare più tempo in compagnia di Gesù, pregando, leggendo e meditando sulla Sua Parola. Non posso lavorare troppo fisicamente ora, ma posso farlo tramite la preghiera”. Io prego di potere affrontare le mie difficoltà nello stesso modo, vedendole come un Suo dono d’amore.
Ora sei nelle Sue braccia per l’eternità.
Il più bel modo di spendere una vita è regalandola agli altri e questo è quello che tu hai fatto, dedicando 38 anni della tua vita a servire Gesù e il prossimo, prendendoti cura di papà e di tutti noi; di questo te ne saremo sempre grati.
Mi manchi e piango per la nostra perdita, ma ho nel mio cuore una grande certezza, perchè so che un giorno ti rivedrò ancora. Allo stesso tempo, il fatto che tu sia partita, mi da la determinazione di utilizzare ogni momento per aiutare gli altri, senza sprecare un solo secondo e senza risparmiare nessuna gentilezza o parola di conforto.
Pur essendo triste che i miei figli non ti avranno accanto mentre crescono, prego che io possa essere una madre di cui tu possa esserne fiera e dare loro tutto quello che tu hai dato a me.
Possiamo gioire che, anche se la tua vita non è stata molto lunga, è stata profonda nell’amore che hai avuto verso Gesù e in un’esistenza vissuta per gli altri. Sei viva più ora che mai e ti ricorderò sempre con tanto affetto.

Questo invece è stato scritto dai figli presenti e letto durante il memoriale:

Hai speso la tua vita per gli altri, in servizio e in amore. Hai sopportato con coraggio le afflizioni senza che intaccassero il tuo fervore per la vita e il tuo amore per le persone. Ti sei preoccupata più di noi che di te stessa. Spesso ci davi consigli preziosi. Sapevamo di poter venire da te in qualsiasi momento. Avevi proprio un cuore da mamma che ti ha permesso di comunicare tanta comprensione e cura. Avevi sempre qualcosa di bello da dire a riguardo di qualcuno.
Grazie a tutto il bene che hai fatto, hai acquisito sempre più della Sua natura divina che è amorevole, umile e gentile. Hai un lascito di figli e nipoti che amano il Signore e che continueranno a servirlo anche se tu te ne sei andata. Tante vite sono state toccate dal tuo esempio, dalle tue parole, dal tuo amore. Eri sempre felice nonostante le circostanze avverse.
Non ti dimenticheremo mai. Grazie per essere stata la nostra mamma. Ci mancherai…!

Ecco altre foto: Mark e Marianne qualche mese fa.

Marianne e Mark

Mark, Marianne e Susy (la figlia più piccola).

Marianne, Mark e Susy

Accorrete numerosi, accorrete numerosi!

Flyer 2009 fronte

Flyer 2009 retro

Giornalino (Numero 36)

Copertina giornalino 36

Versione online, a colori, da scaricare qui: Giornalino (numero 36)

E’ ancora lì!

Di recente siamo stati a far visita agli amici di Gardone Val Trompia (BS), che erano venuti varie volte ad aiutarci qui in Croazia. Poi siamo andati a dare una sbirciatina al murales che abbiamo realizzato nel giugno del 2005: è ancora lì, grande, bello, imponente, in vista di migliaia di macchine e passanti ogni giorno, a proclamare il suo messaggio. Siamo andati via proprio soddisfatti.
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Forse avete avuto già modo di ascoltare o leggere la storia vera dell’uomo che piantava gli alberi, cioè un vecchio pastore che rimboscò un’intera area inaridita della Provenza, in Francia. Da solo, piantando seme dopo seme per anni, riuscì a cambiare radicalmente la sua parte di mondo. Era da tempo che si pensava di proporre questa storia col nostro teatrino di burattini e finalmente, un mese fa, il nuovo spettacolo è stato finalizzato!

Un saluto dal pastore!

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Un pubblico affascinato!

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Il nostro caro amico Attilio di Bardolino è tornato alla casa del Padre dopo una lunga malattia. Il suo esempio di fede, coraggio e serenità nel mezzo delle avversità è stato un grande incoraggiamento per molti. Anche sua moglie, Emanuela e le figlie, Sara e Chiara, non sono state da meno.

Il funerale è stato unico nel suo genere, più una “festa” per il ritorno a casa di un fratello, oserei dire… Oltre al numero incredibile di persone che hanno partecipato, l’atmosfera che si respirava era grande di fede e serenità.

Don Giovanni, il parroco di Bardolino, ha contribuito con una bella predica che ha davvero evidenziato quello che Attilio è stato per tutti noi; le letture dopo la Comunione sono state particolarmente toccanti. Per non parlare dell’applauso dedicato ad Attilio a fine celebrazione, che sembrava non finire mai…

Qui sotto riportiamo la bellissima lettera che Emanuela ha scritto ad Attilio e letta da Federica (la moglie di Ermanno) durante la cerimonia.

Caro Attilio,
ancora una volta il Signore ci ha regalato una grazia perché oggi è lo stesso giorno del funerale del mio papà, segno che ti è vicino in questo ultimo passaggio a vita nuova.
Devo ringraziare il Signore per averti incontrato, Attilio.
Fin dal 1996, quando sei stato operato alla testa, abbiamo fatto nostre le parole del Vangelo “Vegliate e siate pronti, con la cintura ai fianchi e le lucerne accese, perché non sapete in quale giorno verrà il Signore”, vivendo intensamente il presente, l’ora, l’adesso, privilegiando il rapporto con le persone, senza perderci nelle futilità, tralasciando le sciocchezze.
Negli ultimi anni, quando il tumore si è presentato, ci siamo completamente abbandonati alla volontà di Dio “se dovessi camminare in una valle oscura, non temerò alcun male, perché Signore Tu sei con me”.
Ringrazio il Signore perché attraverso la tua malattia, la tua sofferenza, con il tuo sorriso, i tuoi occhi dolci e il tuo linguaggio semplice, hai avvicinato a Dio tantissime persone, soprattutto ammalati, aiutandoli ad accettare la malattia, nell’aver fiducia e speranza nel Signore.
Quanto la tua malattia ci ha unito scambiandoci reciprocamente i doni che ciascuno di noi ha ricevuto da Dio.
Amatissime figlie siate orgogliose del vostro papà, maestro di vita e di fede e non preoccupatevi perché, quando Sara festeggerai i tuoi 18 anni e poi il tuo diploma e tu Chiara la tua laurea, il papà sarà lì con voi per rallegrarsi, così pure nei vostri momenti di difficoltà sarà pronto ad aiutarvi e a confortarvi.
Ringrazio tutti quelli che ci sono stati vicino in quest’ultimo periodo: sono stati segno dell’amore di Dio per noi, strumenti nelle Sue mani.
Stai in pace Attilio. Il Signore, Buon Pastore ha detto: “conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, sei stato fedele nel poco, ti darò autorità nel molto”.
Amen

Questo è invece un messaggio ricevuto da Attilio durante un momento di preghiera e meditazione (anche questo letto dopo la Comunione).

Miei cari, sono il vostro Attilio. Sono guarito e sto bene. Grazie per le vostre cure, per l’amore che mi avete dimostrato durante la mia malattia. Grazie dal profondo del mio cuore, non avrei potuto chiedere famiglia migliore.
Ora sto bene, non ho più il peso del corpo fisico che mi ha appesantito negli ultimi anni. Sono guarito finalmente e mi sento di volare. Non preoccupatevi per me, io sono a posto. Gesù mi ha donato la guarigione ultima, quella migliore, riportandomi alla Sua casa.
Qui tutto è diverso, non esistono i mille problemi che ci facciamo sulla terra. Il mio passaggio è stato bello, sono stato accolto da una luce meravigliosa e da un amore che mai mi ero sognato, ma che vedevo in terra, negli occhi di coloro che amano Gesù.
Il piano del Signore era questo, che io partissi. E’ meglio così, il Signore sa di cosa c’è bisogno, il Suo piano è il migliore. Nessuna delle vostre preghiera è fallita, anzi…
Non ho sofferto, come ho detto, è stato un passaggio dolce e leggero, quasi magico. Mi sono “spento” piano piano, mi sono fatto cullare nelle braccia di Gesù…
Non perdetevi animo, avete ancora delle missioni di compiere sulla terra, non datevi per vinte e non lasciate che questo dolore rovini il seguito del vostro cammino. Siamo stati insieme per un periodo, io continuo ad assistervi da quassù, avete un angelo custode in più! Eh sì, da qua non vi posso perdere d’occhio…
Sarete una delle mie più importanti missioni da svolgere, famiglia eravamo e famiglia rimaniamo. Siamo sempre uniti e uno nell’amore di Gesù.
Sappiate che qui vi aspetta un posto meraviglioso, non me lo aspettavo proprio, ma è una meraviglia, anzi… un Paradiso! Un giorno ci ritroveremo qui e sarà festa grande.
Non lasciate che il dolore di questo mio passaggio rovini le altre meravigliose cose che il Signore ha in serbo per voi.
Vi abbraccio e vi stringo forte forte.
Da quassù, prego per voi.
Vostro sempre,

Attilio

Riportiamo qui sotto alcune foto:

Attilio

Con Emanuela, sua moglie.

Attilio e Emanuela

Qualche anno fa in montagna, con Sara, la figlia più giovane.

Con Sara...

Andrea, il nostro caro amico di Brescia (vedi anche i post dal 2 al 4 marzo) è tornato a trovarci. Stavolta in compagnia di Paride. Ne abbiamo approfittato per fare una pausa dai vari viaggi, spettacoli e attività e siamo andati ad arrampicare insieme in una palestra di roccia nelle vicinanze.

Gran divertimento e risate per tutti.

Qui sotto: Andrea (a sinistra) e Paride in azione.

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Paride: acrobata e “uomo ragno”.

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Andrea (a sinistra) e Pawel.

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Jerry non si sposta mai senza macchina fotografica. Perfino quando è il portiere durante una partita di calcio se la tiene appresso… Fuguriamoci se la molla mentre si arrampica! Possiamo però così gustare un bello scatto di quasi tutto il gruppo dall’alto.

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Visite di primavera

Aprile è stato un mese pieno di viaggi, visite, distribuzioni e qualche spettacolo. Queste foto senz’altro vi daranno un’idea, e per chi le ha conosciute, un modo per rivedere alcune delle famiglie che seguiamo. Grazie a tutti quelli che ci hanno aiutato in quest’ultime iniziative!
Foto sotto: Chiara e le bimbe e il loro spettacolino alla Mensa dei poveri di Rijeka.cimg1701
… in partenza un altro carico di alimenti, vestiario e articoli didattici da distribuire alle famiglie intorno a Karlovac e Vojnic.

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Una signora anziana, grata per gli aiuti, ha voluto ricambiare con qualche uova delle sue galline…
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I famosi “nonnini della montagna” vi mandano un saluto e vi aspettano!
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Anche Angia, nonostante la cecità, continua a sorridere e a ricevere visite (qui sotto, con due amiche venute a trovarla da un villaggio sul confine con la Bosnia).
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Marijan, grato per l’aiuto.
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Da Sanja, proprio due giorni prima che le nascesse il bambino!
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Con Barbara, una ragazza orfana che conosciamo dal 1998, ora mamma!
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La nostra Brigita che si dà da fare ad insegnare ai bambini del vicinato.
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